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| Medolla, 27/07/2010 |
| Fonte: Unione |
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| AREA NORD: QUALE RUOLO PER IRIDE FORMAZIONE? |
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Lo scorso anno Iride Formazione ha chiuso il bilancio con un passivo di 56 mila euro, pur avendo aumentato i ricavi rispetto al 2008 (+6%). Nella sede di Iride sono state istruite 500 persone, a cui vanno aggiunti 250 studenti coinvolti in uno speciale progetto formativo. L’Area Nord partecipa all’attività di Iride con un contributo di 70 mila euro. “Precedentemente Iride era un servizio comunale, ora è diventata un’azienda con partecipazione comunale – fa notare Stefano Draghetti, sindaco di Cavezzo e assessore alle Risorse umane - Oggi ci dobbiamo domandare se è giusto che il pubblico sostenga la formazione. Se la risposta è positiva, come noi riteniamo, allora diventa evidente il motivo per cui supportiamo l’attività con un contributo di 70 mila euro. L'azienda vive grazie alle risorse pubbliche, è innegabile, ma dal nostro punto di vista Iride diventa un investimento, soprattutto per la formazione in quei lavori che altre organizzazioni non sono incentivate a fornire. È un investimento a cui chiediamo di ridurre i costi, ma certamente non la vogliamo chiudere. Come ridurre i costi? Perseguendo la strada degli accorpamenti con altre aziende di formazione pubbliche locali: aumenta la competitività proposta, aumentano i contributi, ma cala la spesa”. Sulla necessità di contribuire anche in futuro all’attività di Iride è piuttosto scettico il consigliere de I Mirandolesi, Alberto Bergamini: “Non metto in discussione la serietà e la capacità amministrativa dei dirigenti di Iride, ma faccio prettamente una constatazione di merito. E’ giusto che sia l’Area Nord a sovvenzionare e a ripianare le perdite per un totale di 126 mila euro? Dobbiamo renderci conto che il mercato della formazione è cambiato, esistono numerosi altri enti, in particolare i sindacati e le associazioni di imprenditori, che hanno la prevalenza e che si sostituiscono all’attività pubblica. Di questo dobbiamo prenderne atto e se mancano i finanziamenti allora servono scelte coraggiose e idee innovative per sostenere il mondo del lavoro. Certamente è ormai inutile provare a contenere i costi perché la formazione pubblica continuerà a produrre perdite”. Nel dibattito si sono poi inseriti anche il consigliere Antonio Platis - che ha domandato quali corsi lavorano in ‘saldo positivo’ e ha condiviso la necessità di non trasformare il contributo di 70 mila euro in una prassi - e il consigliere Mohamad Malak (Socialisti), che ha affrontato il problema dei costi non coperti dal Fondo Sociale Europeo, ossia uno dei motivi che ha portato Iride in perdita. “Non esistono corsi in perdita – ha spiegato il vice-presidente di Iride, Andrea Ragazzi – Di contro va però evidenziato che il Fondo Sociale non copre le spese per i progetti che ritiene di non finanziare. In pratica se Iride paga una persona per elaborare un percorso formativo e il Fondo non valuta positivamente quel percorso noi non riceviamo sovvenzioni e quindi non rientriamo dell’investimento sostenuto. Ritengo poi che Iride stia organizzando corsi e attività che il pubblico non può abdicare, mi riferisco ad esempio al mondo dell’handicap che nessun altro ente sostiene. Se si ritiene Iride un costo allora la si chiuda, ma dal mio punto di vista è un investimento sul welfare dell’Area Nord”.
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